Pelle secca

La secchezza della pelle è una situazione molto frequente sia in inverno a causa del freddo e dell’inquinamento che in estate, quando la pelle è esposta per lungo tempo ai raggi del sole.
La definizione di secchezza cutanea è ancora basata su sensazioni soggettive empiriche, anche se di recente numerose tecniche hanno introdotto accurati sistemi di misurazione dell’idratazione cutanea.
Esiste, ovviamente, una grande variabilità individuale: alcune persone lamentano una costante secchezza cutanea, altre solo in particolari condizioni ambientali, altre ancora solo raramente accusano cute disidratata. La secchezza della pelle può variare da un minimo grado, fino ad un’intensa xerosi (secchezza cutanea accentuata).

Qualsiasi causa eziopatologica o fisiologica abbia, la pelle secca è la manifestazione clinica di eventi che spesso sono concomitanti:

La perdita di acqua dallo strato corneo. Se lo strato corneo è secco la superficie cutanea risulta screpolata e desquamante. Basta che la percentuale di acqua nello strato corneo diminusca sotto la soglia del 10% (soglia di Blank) per avere una sensibile alterazione della plasticità e dell’elasticità cutanea.
Un’accelerazione del ricambio cellulare epidermico, causata da stimoli irritativi di tipo cronico (l’esposizione prolungata a sostanze irritanti o ai raggi UV) o da condizioni patologiche (psoriasi).

Un'alterazione della produzione della componente lipidica.
Il  danno di barriera innesca un circolo vizioso con ulteriore perdita di acqua e lipidi cellulari con conseguente desquamazione, ed espone la pelle all’aggressione degli agenti esterni (sostanze chimiche, tossine, allergeni etc).

Le condizioni che predispongono ad una cute secca sono:

- un clima freddo e secco;
- un contatto prolungato con l’acqua seguito da frequenti asciugature;
- l’uso di detergenti aggressivi che eliminano il film idrolipidico di superficie ed alterano la barriera cutanea;
- specifiche patologie cutanee (ad esempio ittiosi, dermatite atopica e psoriasi).

Indubbiamente il fattore climatico influenza l’idratazione cutanea ma rimane comunque molto importante il fattore costituzionale. Infatti una cute costituzionalmente secca non sarà mai ben idratata anche se viene a trovarsi stabilmente in condizioni ambientali di temperatura ed umidità ottimali.

Si può parlare essenzialmente di tre tipi di secchezza cutanea.

Secchezze cutanee fisiologiche: si tratta di una secchezza della pelle che non si può definire in senso stretto una malattia ma che è una caratteristica intrinseca dell’individuo. Oppure si tratta di una secchezza cutanea che si manifesta in particolari periodi della vita in persone più o meno predisposte per esempio nell’età infantile durante la quale le ghiandole sebacee sono poco attive o nell’età senile  in cui, oltre ad una riduzione della secrezione sebacea si verifica una maggiore perdita fisiologica di acqua.

Secchezze cutanee temporanee determinate da cause esterne: variazione del grado di umidità ambientale, il freddo, detersione troppo frequente, eccessiva esposizione al sole, sono tra le cause più comuni di fenomeni di secchezza cutanea temporanea. La secchezza è spesso accompagnata da sensazioni di prurito, pizzicore e fastidio.

Secchezze cutanee patologiche: si tratta di vere e proprie malattie in cui la presenza di cute secca è il principale sintomo. Alcuni esempi sono ittiosi, psoriasi o dermatite atopica.

Malattie della pelle : Ittiosi; Psoriasi; Dermatite atopica

La xerosi cutanea è spesso sintomo di una patologia infiammatoria cronica della cute, a cui si associano prurito e eritema concomitanti, l’impatto di questa condizione sulla qualità della vita e sulle relazioni interpersonali è molto importante.
Risulta pertanto molto importante essere consapevoli della propria malattia e seguire con costanza uno schema terapeutico e contemporaneamente preventivo deciso ed impostato insieme al proprio dermatologo di fiducia.

 Il termine callosita', o tiloma, deriva dal greco tyloo, ovvero "rendere calloso".
Le callosita' sono considerate ispessimenti distrettuali dello strato corneo, acquisiti e non patologici, e si presentano come aree di cute con vario colore, forma e spessore.
Normalmente la pelle risponde alle aggressioni esterne, in rapporto alla loro intensità e frequenza, reagendo al trauma con un ispessimento "difensivo" nelle zone sottoposte a pressione o a frizione.
Le callosita' si localizzano perciò soprattutto a livello delle estremità inferiori, sulla superficie anteriore, dorsale e laterale delle dita dei piedi, sulla superficie plantare e nella zona del calcagno.
Possiamo trovare due tipi di callosita': il callo vero e proprio e la placca callosa ( volgarmente detta durone ).

Calli -  Aree circoscritte di ipercheratosi indotte da traumi ripetuti, da frizione o da slittamento.
 
 Duroni - Consistono di una spina centrale ipercheratosica ( il clavus o "chiodo dei romani" ), che si proietta al di sotto formando un nucleo duro sulla superficie, circondato da una più larga area semiopaca di ipercheratosi.
 Poichè i duroni sono sempre localizzati su prominenze ossee, in genere sui piedi o sulle dita dei piedi, la pressione diretta sul nucleo duro provoca un dolore acutissimo, che può anche aumentare con la variabilità del tempo e con le giornate umide.

LE CAUSE

Calli e duroni sono lesioni indotte dalla frizione continua delle calzature sulla pelle delle estremità inferiori e possono peggiorare in presenza di eventuali malformazioni ortopediche o di scarsa igiene personale.
 A peggiorare il tutto contribuisce anche l'uso di calzature non appropriate e la scarsa educazione a una deambulazione corretta.

- In età senile, la fisiologica "caduta del metatarso" determina la formazione di callosità da difetto di appoggio sulla superficie plantare dell'avampiede, che potrà essere corretta con l'uso di adeguati plantari ortopedici.

Lo specialista ortopedico e il fisiatra posseggono un apparecchio apposito per valutare il corretto appoggio del piede.
Una volta valutato l'anormale stress meccanico del piede, può essere eseguita una correzione mediante l'uso di apparecchi ortosici correttivi e di mantenimento; in alternativa si ricorre alla chirurgia per raggiungere una giusta posizione, stabilizzare le articolazioni e/o correggere le posizioni articolari.

In genere è facile riconoscere calli e duroni dalle verruche, anche se talvolta queste possono coesistere o giacere al di sotto delle callosità.
La verruca può essere quindi rilevata solo da una attenta limatura o da un curettage della superficie cutanea.
Sia i calli che i duroni possono regredire spontaneamente, se non sono più sottoposti allo stimolo meccanico che li ha generati; il primo accorgimento è pertanto quello di modificare le abitudini errate o l'uso di calzature improprie.
Se però la callosità è causata da grave deformazione dell'impalcatura ossea sarà lo specialista ortopedico a valutare un eventuale intervento di correzione.
I trattamenti specifici sono:

- trattamento dermocosmetico 
- trattamento chirurgico

TRATTAMENTO DERMOCOSMETICO

Mira ad ammorbidire la callosità, indipendentemente dalla sua origine.
Vengono utilizzati sia gli emollienti che i cheratolitici.

 

 

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